cura del prato

cura del tappeto erboso

gestione prati

Per la cura del prato e mantenerlo sempre in ottime condizioni, è necessario tagliarlo regolarmente. L’altezza e la frequenza di taglio, variano in funzione della tipologia di prato. Prati con prevalenza di Festuca arundinacea che, nelle sue diverse varietà, è la graminacea più apprezzata degli ultimi anni per le sue basse esigenze idriche, la tolleranza della alte temperature e la sua adattabilità anche a terreni argillosi, vanno tagliati ad un’altezza da 3 a 5 cm (sotto i 3 cm tende a diradarsi) circa 1 volta alla settimana.
Invece tappeti con prevalenza di Poa pratensis vanno tagliati ad un’altezza da 2,5 a 3 cm fino a 3 volte alla settimana e tappeti con Agrostis stolonifera (da evitare in terreni argillosi) vanno tagliati ad un’altezza da 0,3 a 1,5 mm anche 5 volte alla settimana.

Altrettanto importante è l’innaffiatura: è meglio bagnare il prato al mattino piuttosto che alla sera, in quanto la temperatura notturna può creare condensa e favorire lo sviluppo di malattie fungine. La frequenza di irrigazione dovrebbe essere di 3 volte alla settimana, per un periodo non superiore ai quindici minuti per settore, perché così facendo il prato è stimolato a far crescere le radici più lunghe, alla ricerca di umidità negli strati profondi del terreno. In fase di attecchimento il prato ha bisogni idrici maggiori e si irriga anche tutti i giorni. Nel caso in cui il prato sia costituito prevalentemente da agrostidi, allora le esigenze idriche divengono maggiori, in quanto il terreno deve essere mantenuto fresco costantemente.

irrigazione di alberi e arbusti

irrigare prato

Una volta messi a dimora, alberi e arbusti necessitano per i primi 2 / 3 anni di irrigazioni periodiche. La gestione del prato passa anche dalla sua irrigazione: questo periodo è necessario perché l’apparato radicale si sviluppi e sia in grado da solo di trovare l’umidità negli strati più profondi del terreno.

Se la piantagione avviene nel periodo autunnale, dopo un’abbondante irrigazione di alberi e piante per far sì che il terreno si assesti, non bisogna far nulla fino a primavera. Se la piantagione avviene d’inverno, invece, di norma non è necessario annaffiare in quanto il terreno è già sufficientemente umido e la pianta è in riposo vegetativo. Dalla primavera in avanti, invece, è meglio procedere con un’abbondantemente innaffiatura dopo la piantagione. Le irrigazioni cominciano solitamente a fine aprile o inizio maggio, a seconda dell’andamento stagionale.
Inizialmente si deve innaffiare circa ogni 15 giorni, per poi intensificare in estate (massimo 2 volte alla settimana).

Una scorretta irrigazione può essere causa di malattie fungine: ad esempio, se il prato manifesta della macchie chiare, è necessario sospendere le annaffiature e rastrellare tali macchie. Quando scompaiono sarà possibile riprendere le annaffiature. In caso di macchie scure, invece, sono necessari trattamenti specifici. Un altro problema che può essere indirettamente causato dall’irrigazione è il muschio. Questo va eliminato con un rastrello e in seguito si può concimare con solfato di ferro e trattare il terreno con prodotti anticrittogamici, per effettuare di seguito una trasemina. Se invece il prato presenta degli ingiallimenti, occorre concimare, sospendere il taglio per due settimane e mantenere un ritmo regolare di annaffiature. Alla ripresa dello sfalcio è necessario tagliare solo pochi centimetri di erba in modo da proteggere il cuore della graminacea che produce nuovi steli che più difficilmente si bruceranno col sole.

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